Un collaboratore inatteso: l’estate intensa della comunità

      Un collaboratore inatteso
L’estate del 2025, per molti aspetti, s’è rivelata intensa, un po’ per tutti,
in particolare per il nostro Parroco che, a partire da Settembre 2021, s’è
trovato a far fronte a mille incombenze pastorali. Quando si pensa alla
vita di un prete sono varii gli aspetti che ci si immagina. In genere il prete
è quell’uomo, abitualmente vestito di scuro, che cammina lento lungo
le strade, con la voce mite, che indossa mocassini e celebra la messa,
prega, visita qualche anziano o malato. Il prete, talvolta, è anche quel non
zio, non genitore, non troppo amico però abbastanza vicino alle famiglie
che spende del tempo per i più giovani. Almeno, così siamo abituati ad
immaginarlo. È proprio il caso di ribadirlo: i tempi son cambiati. I preti
coinvolgevano di più i ragazzi di quanto non facciano oggi. D’altro can-
to: i ragazzi che venivano coinvolti erano tutti presenti alla Messa, con i
loro genitori. Questo accadeva – invero – il secolo scorso. I giovani? Le
famiglie? Se in chiesa non si vedono… il prete deve andarli a cercare. Ma come? Don Luca, avvertendo il
peso dell’amministrazione (ordinaria e straordinaria) delle cinque parrocchie della valle ha fatto presente al
Vescovo Giuseppe la situazione difficile, ribadendo: «È vero che si registra una generale disaffezione agli
appuntamenti liturgici… tuttavia i cristiani qui residenti hanno bisogno – e fortunatamente lo richiedono – di
un prete presente, visibile, incontrabile» così lui stesso riferisce, specificando «Da solo non ce la posso fare.
Ho chiesto aiuto e, sebbene in Diocesi non ci siano preti “disoccupati” qualcuno per noi, pur momentaneo,
sono riusciti a trovarlo».
Don Linus è arrivato in Valle poco prima della Solennità di Tutti i Santi. A tempo record a Claut, il parroco
e pochi altri fidati collaboratori (si doveva mantenere silenzio fino all’ufficializzata comunicazione), si è
predisposto l’alloggio: camera, bagno, studio, cucina, garage… quel che serve ad un prete, abituato a
tutt’altro clima e contesto, per vivere dignitosamente in una canonica di montagna non priva di difetti e
acciacchi d’età! Don Linus è diventato prete qui, in Italia, pochissimi anni fa, dopo aver ultimato gli studi
al Seminario di Pordenone. Il Settimanale Diocesano Il Popolo, in un numero del 2022, racconta: è nato
nel 1992, in Nigeria, La sua famiglia è composta da 9 tra sorelle e fratelli. Dal 2003 al 2009 ha frequentato
il Seminario minore di Osina. Dovette poi sostenere anche un “colloquio-esame” per essere accolto nel
Seminario dal suo Vescovo Orlu A. Ukwuoma. Dopo un anno “propedeutico” di verifica personale circa la
vocazione, dedicandosi alla preghiera, allo studio, alla manutenzione del verde e del giardinaggio, dal
                             2013 al 2016, il Vescovo lo ha mandato inserito nel Seminario di altra diocesi
                             fino al suo arrivo qui, in Italia, a Pordenone, conoscendo in particolare le comu-
                             nità di Corva e San Quirino. Viene ordinato prete l’11 giugno del 2022. Prima
                             della Valcellina ha conosciuto la realtà di Spilimbergo dove, indirizzato del
                             parroco don Giorgio Bortolotto, si è impegnato nella pastorale delle varie par-
                             rocchie di quell’unità pastorale (Spilimbergo, Barbeano, Gradisca…). In questi
                             mesi ha iniziato la visita nelle case di diversi anziani e malati di Claut, Barcis e
                             Andreis, ha inoltre avviato degli incontri di catechesi per alcuni gruppi di ragaz-
                             zi, inoltre celebra in tutti i quei luoghi e tempi nei quali il nostro Parroco è im-
possibilitato… mostrando un volto di Chiesa ben diverso da quello che siamo abituati a conoscere, per-
ché supera confini, abitudini e storia.
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