La storia della ricostruzione della chiesa di San Gottardo a Pinedo

Storia della costruzione della Chiesa di San GottardoIl 24 giugno 1906, quasi 120 anni fa, venne benedetta la Chiesa di S. Gottardo o della Madonna delle Grazie, punto di riferimento non solo per i fedeli di Pinedo ma anche per tutti coloro che arrivano e se ne vanno dal paese. Prima dell’attuale chiesa vi era un piccolo oratorio dedicato esclusivamente a S. Gottardo, protettore appunto dei viandanti (specialmente di quelli in montagna), in quanto prima del 1920, anno di costruzione del ponte della Settimana, vi era solamente una passerella di legno alquanto instabile e chi doveva entrare o uscire dal paese rischiava continuamente di essere travolto dalle acque del torrente. La precedente chiesa era situata in un’area diversa (a sinistra dell’attuale chiesa quella sopraelevata rispetto alla strada comunale) ed era così fatiscente da necessitare di continui interventi e manutenzioni. Una storia popolare vuole che De Fiorido Giovanna, moglie di Della Valentina Lorenzo “Renci” in sogno vide una donna vestita di bianco con un bimbo in braccio che le indicava la chiesta instabile e poco sicuro e le chiedeva di costruirne una più solida dove avrebbe voluto essere venerata (da cui appunto Chiesa della Madonna delle Grazie). Il parroco di allora, don Giacomo Job, venuto a conoscenza del sogno decise di procedere alla costruzione. Il contributo dei Clautani fu enorme, cospicue e numerose furono le offerte non solo degli emigrati ma anche dei clautani del paese, che si avvicendarono anche nei lavori. Le donne contribuirono portando con gerle sassi e tegole dal greto del Torrente Settimana e dalla fornace attiva in località “Paluch”.Ci vollero quattro anni concludere i lavori dal 1902 al 1906, una volta finita la chiesa era pronta ad accogliere per tanti anni i malghesi l’8 di settembre, i partecipanti alle Rogazioni in primavera, diverse coppie che vollero lì sposarsi quanti volevano pregare la Madonna con il rosario nel mese di maggio.                                       Renato Martini

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